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martedì 14 febbraio 2012

Chi scherza in materia di ETERNIT è un irresponsabile: la lezione di Torino valga per tutti.

16 anni di carcere. E' questa la condanna che il Tribunale di Torino ha inflitto al miliardario svizzero Stephan Schmidheiny, 65 anni, e al barone belga Louis De Cartier, 91 anni, entrambi ex manager ai vertici della multinazionale dell'amianto Eternit.
Una sentenza esemplare, anche se la procura aveva chiesto 20 anni per ognuno dei due imputati, che rispondevano di disastro doloso permanente e omissione dolosa di misure antinfortunistiche.
I giudici di primo grado hanno accolto così la tesi del pool dell'accusa, che in oltre 60 udienze, dal 2009, ha dimostrato come i capi della Eternit avessero continuato a far lavorare le fabbriche come niente fosse, pur di trarne profitto, nonostante sapessero della pericolosità dell'amianto. Di più, avrebbero omesso di adottare misure di sicurezza, come l'uso delle mascherine e dei guanti, capaci di ridurre il rischio per gli operai di ammalarsi di tumore al polmone o di absestosi.
Oltre alla condanna, il giudice Casalbore ha disposto risarcimenti provvisionali per l'associazione Medicina democratica e per il Wwf (70mila euro), di 100mila euro per l'Associazione nazionale esposti amianto, di 4 milioni per il comune di Cavagnolo e di 15 milioni per l'Inail. Risarcimenti di circa 100mila euro ciascuna per le sigle sindacali costituitesi parti civili nel processo. Ma ci sono anche 25 milioni per il comune di Casale Monferrato, 30mila euro per ogni congiunto di ciascuna vittima e 35mila euro per ogni ammalato.
Commozione alle stelle. La lettura della sentenza e del lunghissimo elenco di circa 6.400 parti civili, è stata accompagnata dagli applausi e dalle lacrime dei parenti delle vittime stipati in un'aula stracolma di gente.
C'era anche Pietro Condello, operaio Eternit per 15 anni, dal 1966 al 1983: "Nel mio reparto lavoravamo un tipo speciale di amianto blu che arrivava dall'estero e dicono che fosse tra i più pericolosi. Eravamo in 30 siamo rimasti in due. Oggi qui ho sentito tutti i nomi dei miei 28 colleghi morti. Terribile!''. Per Condello  "35.000 euro non servono a nulla, neppure a curarsi, certo non cambiano la mia vita di una virgola, ho l'asbestosi da 20 anni e l'unica cosa che posso fare è sperare di morire il più tardi possibile".
Positivi i commenti alla sentenza del Tribunale di Torino. Secondo Antonio Di Pietro, “la magistratura ha ristabilito la giustizia che fino ad oggi era stata negata. La condanna degli ex vertici dell’Eternit di Casal Monferrato non restituirà le vittime ai propri familiari, ma lancia una speranza per il futuro e segna un importante precedente per la giurisprudenza”. Il leader IdV sottolinea che “questo problema interessa tutta Italia, migliaia e migliaia di lavoratori e cittadini che ancora oggi corrono un gravissimo rischio. Ci auguriamo che questa sentenza dia una svolta anche dentro i palazzi con un nuovo impulso alle politiche della sicurezza sul lavoro. L’Italia dei Valori, che ha presentato numerosi provvedimenti legislativi in materia, continuerà ad impegnarsi per tutelare la salute dei lavoratori e per rendere attivo un Fondo per le vittime dell’amianto”.
Parla di "sentenza importante" anche Patrizia Bugnano, senatore IdV, "perché - dice - riconosce anche ai cittadini che non si sono ammalati, ma che hanno vissuto nelle vicinanze delle aziende, il diritto al risarcimento del danno da patimento per le morti dei loro amici e parenti e per la loro paura di ammalarsi. Mercoledì - ricorda Bugnano - come membro della Commissione di inchiesta sugli infortuni sul lavoro ho convocato Guariniello e Caselli per parlarci della loro idea di istituire la Procura nazionale sugli infortuni sul lavoro, per mettere a frutto le tante professionalità che operano in questo settore".

sabato 11 febbraio 2012

San Canzian d'Isonzo. SEL, IdV, Comunisti Italiani, Liste civiche e Federazione della Sinistra uniti? Questo laboratorio politico piace a Idv Turriaco!

Il periodico CITTA' FUTURA ha posto le seguenti domande a Pier Ugo CANDIDO, residente a San Canzian d'Isonzo e referente  del dipartimento regionale EE.LL. Lavoro & Welfare dell'Italia dei Valori Friuli Venezia Giulia: ecco anche le risposte.

1. A tuo avviso, quali sono i problemi più acuti del nostro comune su cui dovrà misurarsi la prossima amministrazione municipale? quali priorità indicherete nel corso della campagna elettorale?

Il problema principale, oggi, è quello economico/finanziario. Certo è che la riduzione dei trasferimenti statali e, al contempo, l’abolizione di parte dell’ICI, spesse volte hanno determinato la circostanza per cui i comuni arrancassero tra mille difficoltà nell’offrire i servizi, anche quelli base, alla cittadinanza. Un problema è pure la trasformazione urbana e sociale del paese e delle sue frazioni. Begliano, Isola Morosini, e tra un po' anche San Canzian, andrebbero via via assumendo ruoli impropri di paesi dormitorio; mancando scelte amministrative importanti volte al potenziamento e alla rivalutazione urbana il loro decadimento pare ad un passo. Vanno riconsegnati al territorio gli storici spazi pubblici, ora purtroppo in disuso, per una loro utile, e civica, aggregazione. Andrà sviluppato un diverso progetto armonico per la sistemazione dei centri storici, ridandone vivibilità, apprezzamento condiviso con valorizzazione del patrimonio esistente. Tra le priorità dovrebbero rientrare il mantenimento dei servizi indispensabili comunitari quali il servizio educativo e scolastico (e annessi quali: scuolabus, mensa, tempo pieno, qualità e varietà di insegnamenti, dopo scuola), i servizi sociali e di assistenza agli anziani e di aggregazione e sviluppo dei giovani (Centro Giovani, campetti sportivi, supporto alle iniziative delle associazioni culturali/sportive comunali). Come trovare risorse? Attingendo anche alle risorse regionali e a quelle comunitarie, spesso da queste parti dimenticate, evitando surplus di imposizioni fiscali e tributarie a livello locale. Difficile ma non impossibile. Si potrebbe ripensare allo sviluppo del prestigio culturale/ambientale del nostro territorio per un futuro interesse turistico di massima. Potrebbero implementarsi i progetti dei "sentieri tra carso ed Isonzo", con installazioni di reti ciclabili che esaltino i pregi agrituristici della territorialità e della produzione agricola locale; potrebbero valorizzarsi i pregi archeologici ed ambientali (zone golenali Isonzo, Cona, Isola Morosini), collegandosi dal Carso alle reti ciclabili di Aquileia e Grado. Sarebbe un progetto ambizioso che impegnerebbe il Comune nella pluriannualità, sfruttando varie risorse economiche e forse anche arginando sacche di pesante disoccupazione locale. Un tema di rilievo, data la congiuntura sfavorevole, è la fusione tra municipalità, e loro servizi alla collettività. La legge regionale n°11/2011 ha introdotto percorsi di fusione tra Comuni, con la previsione di varie modalità di incentivazione attraverso fondi regionali; finanziata anche la promozione di una preventiva cultura sovracomunale, che incentivi  percorsi di sviluppo del territorio e di potenziamento dei servizi tra più enti locali. L’obiettivo, comunque, di fronte a una pletora di problemi, nell’intento di superare inutili contrapposizioni e interessi particolari per, e verso, la costruzione di una migliore San Canzian d’Isonzo è l’adozione di una pianificazione partecipata. Per evitare un degrado irreversibile del paese, con ripercussioni sulla cittadinanza, la proposta è l’utilizzo di questa metodologia partecipativa per affrontare tutti i problemi correlati a scelte pianificatorie imputabili all’amministrazione comunale: sono queste che spesso portano a conflitti individuali o collettivi, e che di fatto rendono vani i tentativi pubblici per il miglioramento della qualità di vita dei cittadini.

2. Rispetto agli obiettivi che avete indicato, quale coalizione ritenete la più idonea a guidare la prossima amministrazione e con quali modalità andrà individuata la sua guida e i suoi rappresentanti in Consiglio comunale?

Tutte le forze politiche, e civiche, facenti capo al centrosinistra locale dovrebbero anticipatamente trovarsi ad un tavolo programmatico, delineando e concordando i punti cardine per l'azione politica e amministrativa da intraprendere nei prossimi cinque anni: un solido programma attuativo che sia coerente, condiviso e realistico con cui efficacemente pensare ad duraturo governo locale anche in situazioni, come quelle attuali, di continua modificazione e con caratterizzazioni, spesso, regressive. Questo è il primo step. Poi. E’ inevitabile l’analisi dello stato di fatto. L’attuale coalizione di governo locale pare lacerata da contrapposizioni e contraddizioni interne, anche in virtù di sostanziali problematiche che giacerebbero ancora, come irrisolte, al tavolo istituzionale. Tutti agitano le acque ma nessuno se ne distingue. Ne consegue che molti oggi pongono un quesito: un’alleanza che si discosti dalla attuale? Se ce ne fosse bisogno potrebbe essere una soluzione, ma non la soluzione. Va evitata la disgregazione tout court dell’attuale rappresentanza politica di centrosinistra in ambito istituzionale, che è un valore aggiunto. Per l’indicazione del candidato sindaco di coalizione si potrebbe pensare di riferirsi all’oramai collaudato meccanismo delle cosiddette “primarie”. Va però evitato, e in maniera assoluta, ogni processo disgregativo a sinistra, o meglio a centrosinistra: potenzialmente, come avvenuto in zona, si potrebbe consegnare il Comune ad una “destra” spesso inadeguata a ricevere eredità amministrativamente qualificate come la nostra.



dott. Pier Ugo CANDIDO
Referente  dipartimento regionale EE.LL. Lavoro & Welfare
Italia dei Valori Friuli Venezia Giulia

venerdì 10 febbraio 2012

martedì 31 gennaio 2012

PROVINCE: aboliamole!!!

ITALIA DEI VALORI – FRIULI VENEZIA GIULIA
Su documento dell’Unione delle Province Italiane

Prima di dare notizia della posizione del gruppo consiliare di Italia dei Valori, presente in questa aula, dichiaro subito il nostro voto contrario al documento predisposto dall’Unione Province d’Italia, oggi posto, anche qui, all’ordine del giorno.
Mi dedico ora ad esaminare il documento che viene posto in discussione, la cui più immediata sensazione che mi reca è quella di avere in mano il documento di una lobby trasversale che esercita pressione sui propri Partiti di appartenenza perché abbraccino la causa delle migliaia di poltrone da assicurare ai propri dirigenti, che della politica ne fanno un professione piuttosto che un servizio reso ai cittadini…
Noi di Italia dei Valori rinneghiamo questo concetto e questa visione della politica e guardiamo all’innovazione di enti divenuti anacronistici e incancreniti in procedure che ne hanno ingessato l’operatività e la funzione di servizio ai cittadini.
Ma non accettiamo che ci si chieda, a priori, di rinunciare a partecipare alla rappresentanza democratica nelle istituzioni, pur da noi ritenute superflue, quasi come gesto di sfida, o meglio un ricatto, solo perché le riteniamo inutili. A maggior ragione dobbiamo esserci per vigilare su quanti vorrebbero, invece, non si disturbasse il manovratore.  Anche la futura dismissione dell’ente deve essere amministrata e assicurata ed è meglio che lo facciamo noi, piuttosto che solo chi ne vorrebbe la conservazione, con trasformazioni gattopardesche.
Nel documento osserviamo la consueta premessa e le solite considerazioni rese dal burocrate di turno, ma mai un proposito politico vero, di novità evidente, solo un patetico tentativo di arroccamento per tentare di salvare migliaia di poltrone e centri di potere.
Nello scorrere il documento potremmo dire che la grave situazione economica non c’azzecca con le funzioni dell’ente; che non c’è necessità che un organo istituzionale, competente per questo, debba ottenere la condivisione con i rappresentanti dello stesso ente, ma prenderne atto dato che le leggi le fa il Parlamento o, nel nostro caso, la Regione e non le amministrazioni territoriali; che la norma del governo Monti non deve tenere conto dell’eventuale aumento della spesa, ma dei risparmi ottenuti dal processo di semplificazione; che non serve considerare l’impatto prodotto dal trasferimento delle funzioni, ma adoperarsi perché si faccia in fretta; che la norma non avrà alcun effetto devastante sulle economie locali, poiché le risorse disponibili possono seguire la destinazione dell’investimento verso il nuovo organo competente che ne rileva le competenze dismesse.
Motivazioni prive di fondamento. La verità è che occorre una rivisitazione istituzionale complessiva e resa strutturale, non come è stato fatto con le comunità montane! Riteniamo che un ente intermedio non abbia la sufficiente autorevolezza per svolgere il ruolo di capofila in un tanto ambizioso percorso istituzionale e riformatore. Semmai partisse dalle Regioni o dai Comuni, enti maggiormente rappresentativi ci sentiremmo più coinvolti. Noi proponiamo di dare un segnale forte cominciando dall’ente, riconosciuto come il più inutile: la Provincia. Un ente che dopo l’istituzione delle Regioni ordinarie non ha più alcuna ragione di essere. Opera infatti, quasi esclusivamente, per materie delegate dalla Regione o dal Governo centrale, e quelle poche di propria competenza sono trasferibilissime, senza alcun effetto dannoso. Vogliamo parlare della viabilità provinciale? Nel Veneto sono ricorsi alla società regionale “Veneto Strade”, noi potremmo assegnarle a Friuli Venezia Giulia Strade; vogliamo parlare dell’edilizia scolastica? I Comuni sede di edifici scolastici possono fronteggiare immediatamente la gestione, assicurandola attraverso una riparametrazione delle risorse poste a loro disposizione; vogliamo parlare della vigilanza ittico-venatoria? Si avvii il Corpo unico di vigilanza ambientale regionale tra il Corpo Forestale regionale e le guardie venatorie provinciali, che si sovrappongono spesso nelle attività di vigilanza ambientale.
E poi, ancora, rileviamo una serie di richieste espresse in gratuito politichese che non hanno fondamento, a nostro vedere, sul piano concreto dell’azione amministrativa e, infine,  patetici tentativi di giustificare un ruolo impossibile da individuare in un’ottica di reale interesse per i cittadini.
Ma a cosa servono queste province se neanche i cittadini le sanno riconoscere?! Sono i Comuni che devono essere valorizzati e potenziati nelle competenze, spinti verso l’unione, non un ente ormai privo di ogni identità.
Siamo convinti che una percentuale altissima di cittadini non sappia neanche dove abbiano sede le province italiane, che una percentuale altrettanto rilevante non conosca i suoi rappresentanti, che pochissimi abbiano mai avuto necessità di rivolgersi per l’ottenimento di un servizio e non ne conoscano le competenze.
Non c’è necessità di tutelare i lavoratori che vi lavorano, perché nessuno verrà licenziato, ma solo trasferito ad altra amministrazione a svolgere le medesime funzioni, ottenendo, così, anche delle interessanti economie di scala relativamente ai costi pubblici.
Non sono, come si dice nel documento, i confini amministrativi di una provincia che individuano l’identità territoriale ma i movimenti sociali nelle loro dinamiche.
E’ stato entusiasmante, per noi di Italia dei Valori, accogliere, anche nella nostra Regione, migliaia di persone che ci raggiungevano ai banchetti, orgogliosi di poter esercitare un diritto di partecipazione democratica e a gran voce chiedevano di sottoscrivere la richiesta di soppressione delle province.
Noi non possiamo tradire queste aspettative!
….Ma non tradiamo neanche l’impegno programmatico assunto congiuntamente ai Partiti della coalizione di centrosinistra per dare voce a quanti credono in una alternativa di governo rispetto al governo Berlusconi, prima e…….. ancora oggi al governo ingessato e conservatore della nostra Regione.
Pertanto, fin quando l’ente di cui abbiamo chiesto una legge costituzionale che lo sopprima, sarà in vita, noi assicureremo il nostro contributo perché possa funzionare al meglio e perché l’innovazione istituzionale possa concretizzarsi progressivamente, contro ogni tentativo di conservazione.
Nel merito dell’argomento……Noi riteniamo che la proposta di legge costituzionale sull'abolizione delle Province, per la quale l'Italia dei Valori ha raccolto le firme, e la conseguente ripartizione delle relative competenze tra Comuni e Regioni, vada nel senso dell'efficienza, della sburocratizzazione e della lotta agli sprechi della pubblica amministrazione e va considerata un primo passo verso un complessivo processo di riforma dello Stato, fondamentale per la democrazia ed il futuro dell'Italia e, ci permettiamo di dire, anche dell'Europa. Il Governo Monti, in questo senso, ha colto questa spinta dalle quasi cinquecentomila firme raccolte da Italia dei Valori, la scorsa estate.
In particolare riteniamo che solo con una riforma razionale, organica e complessiva dello Stato e degli Enti Locali si potrà affrontare il tema delle caste, dei costi della politica e degli sprechi, il tutto nell'interesse dei cittadini e del nostro Paese.
Infatti, non c'è dubbio che uno Stato con le attuali Regioni, le attuali Province, gli attuali Comuni, e le migliaia di Enti di secondo livello non è il nostro modello di Stato e che la proposta di legge popolare sull'abolizione delle province costituisce, appunto, l'avvio di  un complessivo processo di riforma.
Tuttavia, rispetto al contenuto della riforma proposta dal Governo Monti, riteniamo che:
• sia una proposta insufficiente, peraltro a rischio di incostituzionalità, che non modifica, di fatto, l'attuale assetto istituzionale ma sottrae piuttosto alla libera determinazione del corpo elettorale la possibilità di eleggere i propri rappresentanti presso l'ente intermedio;
• se si vuole seriamente affrontare il tema delle riforme istituzionali, occorre che oltre ai provvedimenti economico/finanziari il governo presenti al Parlamento un disegno di legge sulla riforma generale del titolo V della Costituzione (riforma dello Stato e degli Enti locali) e relative leggi attuative. Detta riforma, conformemente al programma del nostro Partito, deve prevedere:
• dimezzamento dei parlamentari
• il passaggio al sistema monocamerale per quanto riguarda la funzione legislativa e la trasformazione del Senato in Senato delle Regioni
• la riorganizzazione ed il riassetto delle Regioni con particolare riferimento a quelle a statuto speciale
• rivedere l'articolazione delle Città Metropolitane valutandone l'estensione anche ad altre realtà.
• revisione e razionalizzazione delle società partecipate, con eliminazione dei consigli di amministrazione delle stesse e la nomina di amministratori unici.
Pertanto, l'Italia dei Valori nel rivendicare la sua azione riformatrice, ritiene di fondamentale importanza procedere ad una riforma organica degli Enti locali, che tenga, certo, anche conto delle specificità territoriali, quali quelle peculiari della nostra Regione.
Rispetto ad un voto dei consigli provinciali che abbia ad oggetto esclusivamente la proposizione di un ricorso di incostituzionalità della legge di riforma delle Province, l'Italia dei Valori ritiene di doversi esprime con voto contrario al documento proposto, oggi, dall’ UPI..
Si propone, invece, l'istituzione di una commissione paritetica, con rappresentanti dei vari livelli istituzionali (Comuni, Province, Regioni) che collabori con i competenti rappresentanti parlamentari per la messa a punto di una vera riforma degli enti locali.
Potevamo parlare e raccontare delle difficoltà che come amministratori ed eletti nelle Province abbiamo affrontato, e ancora stiamo vivendo in questo periodo, ma crediamo sia più importante ragionare in un'ottica complessiva di riforma dello Stato e di futuro. Tutto ciò per un vero federalismo che imponga un ripensamento del sistema dei poteri locali e richieda pertanto riforme forti e concrete, che non sommino spese centrali a quelle locali, ma che realizzino un federalismo delle responsabilità.
Ci sentiamo distanti, pertanto, dall’impostazione che l’UPI ha individuato per tentare il salvataggio delle province senza, invece, accogliere con interesse l’avvio di una fase di revisione istituzionale improcrastinabile, che, pure, è contenuta nella Legge 201 del 2011.
Li, 31 gennaio 2012












lunedì 30 gennaio 2012

Aboliamo le PROVINCE. Il 31 gennaio, votare contro questo ODG, è un obbligo.


.....solo case su case, catrame e cemento!!

Abbiamo avuto già modo di criticare, nel merito, la realizzazione del parcheggio su via Marconi a Turriaco: opera faraonica con spesa esorbitante con nessuna utilità, almeno per i comuni contribuenti. Visti i "tempi di magra" l'operazione avrà sicure ricadute, e non da poco, sulla cittadinanza, già chiamata a sacrifici enormi che ora diverranno straordinari per fare fronte alle "bizzarrie" di questa amministrazione comunale. Di qui, per esempio, l'introduzione dell'addizionale comunale IRPEF che servirà a fare cassa per coprire le poste esigue di un già risicato bilancio comunale. Oltre il danno ora la beffa. Le ruspe "comunali", che sono in azione dalla fine di ottobre per costruire il parcheggio su citato, si sono ben poco preoccupate di salvaguardare il pregiato patrimonio arboreo, e il "polmone verde" che ne costituiva un valore aggiunto, in un paese dove la sua ammnistrazione ha una vocazione e sensibilità ecologica pari allo zero.

venerdì 27 gennaio 2012

Giorno della MEMORIA.

La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. E' importante questo appuntamento odierno per salvaguardare, anche nel ricordo, i principi della resistenza, libertà, autodeterminazione dei popoli e democrazia. Non dimenticare significa anche contrastare la confusione storica e il revisionismo imperante che avanza nei proclami di varie fazioni politiche, anche purtroppo localmente.
 
Pier Ugo CANDIDO 
consigliere comunale 

giovedì 22 dicembre 2011

INTERROGAZIONI......ma ci prendete per i fondelli?


Al sig. SINDACO del comune di Turriaco
alla Società NEWCO per il tramite del Comune di Turriaco
e p.c. Al sig. Segretario del comune di Turriaco



Oggetto: INTERROGAZIONE - Richiesta precisazioni e invio documenti su interrogazione fabbricati di Newco in Ronchi dei Legionari.


Siamo costretti, per l'ennesima volta, a richiedere risposte puntuali su richieste specifiche e precisamente  in merito alla fuorviante nota di NEWCO, in merito all’interrogazione di specie del febbraio 2011.
Si prega di far integrare la stessa nota dato atto che, alla luce della vigente normativa di specie, non esiste la facoltà di NON risposta o NON produzione dei documenti richiesti. Il d.lgs.196/’03 è stato pertanto citato in maniera erronea.
In caso contrario saremo costretti ad ricorrere a tutte le autorità competenti a cagione di questo immotivato protrarsi di atteggiamenti ostativi al libero accesso ai documenti amministrativi da parte di consiglieri comunali.


I consiglieri di Italia dei valori – Lista DIPIETRO e Paese  in Comune porgono distinti saluti.


Pier Ugo Candido
Duilio Petean
 
Al sig. SINDACO del comune di Turriaco
e p.c. Al sig. Segretario del comune di Turriaco



Oggetto: INTERROGAZIONE - Richiesta di precisazioni specifiche in merito al deposito/cantiere di via Meitner.

Siamo costretti, per l'ennesima volta, a richiedere risposte puntuali su richieste specifiche in merito
al deposito/cantiere di via Meitner e cioè:

- se esiste una permesso di costruire,  e che tipo di permesso

- nome di chi è stata rilasciata

- in che data è stata rilasciata

- in che cosa consiste il progetto
tutti punti che sono stati artatamente elusi nelle due risposte precedenti. Riservandoci di verificare con l'ufficio tecnico o tramite il segretario comunale, che ci legge per conoscenza, quanto sopra richiesto, nella speranza che questa banale vicenda si possa concludere con un esaustiva risposta la ringraziamo per aver arricchito in nostro bagaglio culturale ricordandoci che la DIA ha validità 3 anni dalla data del rilascio

I consiglieri di Italia dei valori – Lista DIPIETRO e Il paese  in comune porgono distinti saluti.


Pier Ugo Candido
Duilio Petean

martedì 20 dicembre 2011

Auguri di BUONE FESTE!


Il GRUPPO CONSILIARE
dell'Italia dei Valori - Lista Di Pietro Turriaco 
Vi augura 
un lieto periodo di Festività Natalizie e un sereno Anno 2012

In questi giorni sarà in distribuzione a Turriaco
un opuscolo che espone la sintesi di due anni
di attività consiliare del GRUPPO.

lunedì 19 dicembre 2011

Il NATALE a Turriaco: favola o realtà?


Come reagirebbe una persona, anche istituzionalmente impegnata, se venisse arrogantemente aggredita in via verbale, ad esempio, in un'occasione, tutt’altro che politica, di una cena natalizia del settore calcistico giovanile? Beh, qualcuno potrebbe anche farsi intimorire dai minacciosi improperi o violente aggettivazioni ma se fosse successo al sottoscritto certamente NO!

Alcune frasi, immaginandole "campate per aria" in una fresca serata dicembrina, del tipo: “Quei diesemila euri doveva star lì” (ndr. questa probabile biascicatura forse si potrebbe riferire al contributo di diecimila euro recentemente stanziati dal Comune a favore della locale società calcistica FO.RE. per la bonifica dell’amianto pericolosamente presente nel campo di calcio “Minin”, o della sistemazione delle recinzioni devastate dalla troppa incuria pubblica; volendomi fare interprete di cotanta e speciale comunicazione il latore, con questo monito, forse intendeva pronunciarsi a modo suo sul fatto che il Comune non doveva darli per questi scopi e che i soldi dovevano stare nelle casse comunali?) o “ Te son un ….”, o Te son un ….”o  “Te son un disturbatore” o “ Te son un della casta perché non Te riverà mai a canbiar le robe a Turiaco e te resterà dela casta” non mi avrebbero neppure creato un benchè minimo senso di avvilimento.

Un tal filotto di accuse e maldicenze avrebbe potuto rilevare, per il pronunciante, come un'offesa pubblica con debita penale, aggravata dal fatto di essere venuto ad esistenza in un ambito acontestuale rispetto a quello potenzialmente d'afferenza, come quello politico e/o partitico, dove, peraltro, anche qui avrebbe certamente stonato.

Ci si approssima al Natale e volendo quindi essere magnanimi, abbozzando una definizione buonista di quanto sopra avvenuto, si potrebbe tentarlo di catalogare come farfugliamento assurto a mero esercizio, fine a sé stesso, di rudimenti popolari di alterchi "da bar" e/o provocazioni senza merito e fondamento.   

Un osservatore esterno direbbe che in questi accadimenti potrebbe non c’entrare il tasso alcolemico: entrerebbe invece a pieno titolo l’assenza di ragionamento e visione d'insieme dei problemi quotidiani, quelli con cui si rapporta e raffronta ogni giorno la cittadinanza.

Colui il quale recitasse stentatamente queste orazioni, come un soldatino a cui piace stare comunque sempre allineato e coperto, andrebbe pure a dimenticare certi suoi ruoli civici, o altri già ricoperti, così goffamente ponendosi come uomo che banalmente offusca e ridicolizza se stesso.

Se ciò fosse vero sarebbe un vero peccato anche per l'evidente  conseguenza di dimostrarsi brutalmente e palesemente un uomo di poche virtù ma con tanti vizi, cogliendo il senso più recondito dell'istituzionale affermazione turriachese: “ciacole no fa fritole”.

E' NATALE a Turriaco: favola o realta?

domenica 18 dicembre 2011

Questioni di ETERNIT. La posizione di IdV.

ETERNIT, IDV: NON LASCIARE SOLE VITTIME AMIANTO Roma, 18 dic - "La storia si ripete. Dopo il comune di Cavagnolo, anche quello di Casale Monferrato ha abbandonato i famigliari delle vittime dell'amianto. Uno schiaffo per coloro che non solo hanno perso amici e parenti, ma che vivono ogni giorno nella paura di ammalarsi". A dichiararlo Antonio Di Pietro, presidente dell'Italia dei Valori e Patrizia Bugnano, componente della commissione di Inchiesta sulle morti bianche al Senato. "Ha vinto la logica del portafogli che mettendo una flebile toppa alla sofferenza, non insegnerà mai alle amministrazioni inadempienti a voltare pagina e a puntare su politiche economiche sostenibili. Così, Casale Monferrato, comune che più di ogni altro in Europa ha sofferto per l'amianto, ha ceduto all'offerta di 18,3 milioni di euro in cambio del ritiro della costituzione di parte civile. Non diciamo che doveva rinunciare al risarcimento - concludono - ma combattere fino in fondo anche per i suoi cittadini  a cui siamo vicini. Ci auguriamo che la magistratura ristabilisca la giustizia sino ad oggi loro negata".

venerdì 16 dicembre 2011

Province in amministrazione ordinaria?

Riportiamo un interessante intervento del dott. Luigi OLIVERI.


Alla luce delle disposizioni contenute nel Decreto Monti, per tutto il 2012 le Province potranno svolgere solo funzioni di ordinaria amministrazione.

Sebbene il termine del 31 dicembre 2012 non sia fissato perentoriamente dal D.L. 201/2011, è certo che fino a quella data le Province non potranno svolgere appieno le proprie funzioni. Infatti, anche se il bilancio di previsione provinciale dovrà essere accompagnato dal bilancio pluriennale e dalla relazione revisionale e programmatica, non potranno certamente essere contratti vincoli che vadano oltre la fine del 2012. Questo significa che le Province non potranno assumere impegni di spesa, attivare nuovi rapporti contrattuali e compiere atti di straordinaria amministrazione (vendita o acquisto di immobili o quotazioni azionarie, effettuare rinunce, transazioni, progetti pluriennali da rendicontare che abbiano un effetto rilevante sul bilancio e sulla gestione, stipulare accordi di programma, convenzioni, atti di consenso o pianificazione o costitutivi di obbligazioni).
Le province, invece, potranno (e dovranno) onorare gli impegni provenienti da atti gestionali già stipulati: contratti di utenza, pulizia, manutenzione, abbonamenti e canoni di durata superiore all'anno, in base all'emendamento all'art. 23 del decreto, dovranno essere rispettati. Anche perché l'ente a cui saranno attribuite le funzioni provinciali (Comune o Regione) subentrerà in tutte le posizioni giuridiche attive e passive pendenti: tra questi segnaliamo i contratti di appalto di opere pubbliche di lunga gestione nonché i rapporti di lavoro dipendente.
Sono queste le implicazioni della soppressione delle Province, sussistenti a prescindere dalla circostanza che il termine fissato del 31 dicembre 2012 non è perentorio, che le leggi regionali previste potrebbero essere emanate in ritardo, che la legge sostitutiva dello Stato, visti i profili di incostituzionalità da cui sarebbe caraterizzata, potrebbe non essere mai emanata.

giovedì 15 dicembre 2011

Privatizzazioni locali.Tesoretti & c.

Circa la destinazione del cd. "tesoretto" di IRIS SpA IdV ha significato, nel corso dell'ultimo consiglio comunale, come lo stesso costituisca  un mero "fuoco di paglia". Il Sindaco, infatti, s'è ben presto dimenticato che questa somma, ora allettante, e ingordigiamente subito destinata al risanamento dei pesanti, e pluriannuali, deficit nella gestione di strade e territorio comunale è la conseguenza della dismissione di aziende partecipate pubbliche, di cui anche è due volte parte. Aziende in attivo e che all'attualità, già ampiamente scontati gli ammortamenti di gestione, potevano ancora dare grandi utilità e benefici alla cittadinanza, anche in termini di risparmi in bolletta, sull'onda dello spirito cooperativistico per le quali erano nate. L'importante ora è solo fare cassa per sanare rilevanti trascuranze di questo Comune. Si spezza quel legame pubblicistico che legava queste partecipate con la collettità e ne garantiva il controllo pieno e una ottima gestione. Fa specie che gli attori di questa operazione di natura squisitamente commerciale siano purtroppo politicamente figli di chi anni fa aveva lungimirantemente voluto un servizio pubblico di acqua, gas, raccolta rifiuti e energia su base comunitaria con tutti gli evidenti benefici all’utenza: costi calmierati con tariffe semplici e trasparenti! Oggi è proprio l’utenza a passare in secondo piano assieme "ai padri" di quella che è stata una preziosa collaborazione intercomunale. E non ci saranno “figliol prodighi”, nel senso che non si tornerà più indietro. Detto ciò e ribadendo che, consumato il cd. "tesoretto", emergerà per questi enti locali tutto il disagio strutturale e finanziario di questa privatizzazione tout court di proprie partecipate pubbliche, IdV ha indicato, durante l'assise consiliare, le ricorrenti priorità di intervento comunale:
- costituzione, nella zona dei servizi sportivi, di un area coperta per l'aggregazione giovanile
- sistemazione reti viarie principali e di maggior flusso
- redazione del piano del rischio aeroportuale
- rete di piste ciclabili coordinate e in continuità con le uniche, e isolate, ora in essere
- area di via Galvani, via Fermi, via Torricelli spesso allagata nel corso di eventi piovosi - e con essa soprattutto le abitazioni contermini - per la necessità di un ripiano del manto stradale (oltre che - questo è in capo a IRISACQUA - la sistemazione della pompa di sollevamento).

Queste sono le priorità ma anche altri problemi giacciono sul tappeto. IdV non perderà occasione per ricordare all'amministrazione comunale di adoperarsi sempre per il bene comune e dei cittadini.


martedì 13 dicembre 2011

13 dicembre 2011 - Consiglio comunale ore 20.00

Nella sala di piazza Libertà si terrà il Consiglio comunale: ore 20.00

sabato 3 dicembre 2011

Piano del rischio e adempimenti del Comune. INTERROGAZIONE

Al SINDACO. Chiedo se nel corso degli anni 2010 e 2011 l'attività edilizia e urbanistica sul territorio di TURRIACO è stata posta in essere in ottemperanza ai precetti valenti in tema di piano e del rischio aeroportuale, e anche alle norme del regolamento ediz. 2 emendamento 7 del 20 ottobre 2011 G.U. 261 del 9 novembre 2011. 
Pier Ugo CANDIDO consigliere comunale

Integrazione a precisazione: per attività edilizia si intende concessioni e autorizzazioni ed ogni altra di carattere amm.vo legata a questa disciplina.Per attività urbanistica: nel senso di adozione di strumenti di pianificazione e programmazione (prg, varianti etc.).
Pier Ugo CANDIDO consigliere comunale

giovedì 1 dicembre 2011

Siamo a rischio: ancora a rischio!!!

E’ oramai noto che il Comune di Turriaco è inadempiente sul piano del rischio aeroportuale, e cioè dell'indispensabile documento  in cui vengono contenute le indicazioni e le prescrizioni da recepire negli strumenti urbanistici dei singoli Comuni: ciò ai sensi dell’art. 707 del codice della navigazione. Inadempienza grave se si pensa che le citate indicazioni e prescrizioni sono finalizzate a tutelare il territorio dalle conseguenze di un eventuale incidente. Recita infatti il testo che “in tali aree sono state fino ad oggi urbanizzate nel rispetto di normative che ne hanno previsto un utilizzo sicuro e compatibile con l’attività aeronautica; lo scopo dei piani di rischio è quello di rafforzare, tramite un finalizzato governo del territorio, i livelli di tutela nelle aree limitrofe agli aeroporti. Un buon governo dell’urbanizzazione delle aree limitrofe agli aeroporti è peraltro essenziale per garantire la possibilità di intervento del servizio di soccorso e lotta antincendio (RFFS) in caso di incidente aereo, così come richiesto dall’ICAO nell’Annesso 14 e nei relativi documenti tecnici e riportato al paragrafo 5 del presente capitolo, in particolare per le aree contigue al sedime”. Qui a Turriaco invece s’è sempre minimizzato facendo “spallucce” e adducendo giustificazioni del genere “ le norme del nostro PRG sono più rigide di ogni piano di rischio”. In questo stato di cose non s’è proceduto, e pare con la piena consapevolezza di non voler applicare i precetti che in tutt’Italia sono applicati nelle zone limitrofe agli aeroporti. Neppure coordinandosi con i Comuni viciniori, come invece tassativamente disciplinato dalle norme in questione. Ora la situazione per il Comune peggiorerebbe, inascoltati e giacenti gli inviti di questo partito ad adempiere, in merito, e anche celermente. Ad oggi si metterebbe anche a repentaglio il regime concessorio in materia edilizia-urbanistica che fino a qui è stato posto in essere: ciò sembra per il fatto di essere in aperta violazione ai quei dettami che da novembre si irrigidiscono ulteriormente - vd. Regolamento per la costruzione e l'esercizio degli aeroporti Edizione 2 - Emendamento 7 del 20 ottobre 2011 pubblicazione in G.U. 261 del 9 novembre 2011 - e che prevedono, rispetto allo sviluppo laterale dell’aeroporto di Ronchi dei Legionari, una nuova  zona di tutela, chiamata D, che si protrae per ben un chilometro dal centro della pista di volo (vedi allegato) e si affianca alle già presenti A, B e C. Per ciascuna zona sono previsti vincoli all’edificazione e stabilite le attività compatibili per la massima tutela riguardo al rischio in trattazione. A Turriaco pare invece che tutto ciò non esista. Spiace constatare, in primis, che la sicurezza dei cittadini, priorità di qualunque amministratore locale, verrebbe qui assolutamente dimenticata e in secundis che in materia urbanistica e edilizia a Turriaco governerebbero altre leggi.

Pier Ugo CANDIDO
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Consigliere comunale
Italia dei Valori - Lista Di Pietro Turriaco (GO)



Antonio Di Pietro a GORIZIA: alle ore 16.00 incontra il gruppo dirigente di IdV.


martedì 29 novembre 2011

Intervento in consiglio comunale.


Rispetto a questa COMUNICAZIONE - punto 3 odg consiliare del 28/11/2011:

Dopo il sig. SCHIAVON ora il dott. KRANITZ!

E’ stata una vera sorpresa questa decisione radicale - foriera pertanto di tanti dubbi e/o interpretazioni - che ci siamo trovati di fronte, prima sulla stampa e poi sugli atti ufficiali di questo Ente.
Pur se il confronto non è sempre stato facile, anzi per certi versi duro e acceso, devo riconoscere nel dimissionario dott. Fabrizio KRANITZ le qualità e capacità di un amministratore professionalmente preparato. A Lui il ringraziamento per quanto fatto, seppur coi dovuti distinguo di carattere politico e programmatico.
Circa la nuova NOMINA, riferita al sig. BAREA, simpatico e socievole collega di quest’assise, va il mio augurio di un altrettanto lavoro speso con proficuità per TUTTA comunità turriachese.
Per par condicio d’ora in poi non farò mancare, pure a Lui, gli adeguati stimoli per un buon lavoro di amministratore locale.

Nel merito però vorrei evidenziare alcune questioni:

-          non mi pare di avere letto né sul programma  elettorale, del PD in questo caso, né nei primi atti di insediamento di questo SINDACO che c’era un PROGRAMMATO AVVICENDAMENTO di ASSESSORI.

-          al neo ASSESSORE vengono riservate le “deleghette” all’AMBIENTE PROT. CIVILE e PROBLEMATICHE AEROPORTUALI e dulcis in fundo al TERRITORIO. Cosa mai vorrà dire DELEGA al TERRITORIO spero me lo spieghi qualcuno: magari Lei sig. SINDACO


-          Da un lato una riconversione del consigliere comunale dall’altro, il Sindaco accentra il proprio potere con le deleghe al PERSONALE, LL.PP, BILANCIO e URBANISTICA. Per certi versi anticipa il riformismo del centro destra che vorrebbe comuni guidati da solo SINDACI. Bene: prendo atto di questo ennesima spedita – DOPO LA CLAMOROSA PRIVATIZZAZIONE DI AZIENDE PARTECIPATE PUBBLICHE provinciali - di orientamenti favorevoli alle politiche destrorse del Paese.

-          prendo atto che nella testa del SINDACO, e nei Suoi provvedimenti consequenziali, ci possono essere ASSESSORI di serie A e di B, volendo dare loro una classificazione paracalcistica. Direi, comunque, poco esaltante per chi subentra!

giovedì 24 novembre 2011

Turriaco: GIUNTA decimata!



tratto da RASSEGNA STAMPA IDV FVG.

Cambio di timone all’Ambiente, Barea nuovo assessore

TURRIACO Il consigliere Ferruccio Barea entra nella squadra del sindaco di Turriaco Alessandra Brumat con le deleghe al Territorio, Ambiente e Protezione civile. Barea prende il posto di Fabrizio...

Il consigliere Ferruccio Barea entra nella squadra del sindaco di Turriaco Alessandra Brumat con le deleghe al Territorio, Ambiente e Protezione civile. Barea prende il posto di Fabrizio Kranitz con un avvicendamento tutto interno al Pd e già programmato. Il nuovo assessore si occuperà anche di amianto e continuerà a essere il referente per le problematiche legate all’aeroporto. Ferruccio Barea non è mai stato solo un consigliere comunale, come sottolinea il sindaco, perché da subito gli sono state affidate le competenze legate alla presenza sul territorio comunale dello scalo. Un incarico concluso, secondo il sindaco, non solo in modo efficace, ma anche in tempi brevi, portando a casa la modifica delle norme di volo degli aerei a tutela dell’abitato di Turriaco. «Barea è inoltre una persona ben inserita nel mondo associativo e nella vita della comunità - aggiunge Alessandra Brumat -, sempre disponibile e al servizio delle diverse iniziative e necessità, conoscitore del territorio e dei bisogni dello stesso e dei suoi abitanti».
Esce dalla giunta e dal Consiglio comunale l’assessore Kranizt, che con «grande competenza e capacità ha coperto nel corso degli ultimi sette anni l’incarico nel campo dell’urbanistica e lavori pubblici, oltre che di responsabile della protezione civile». Si tratta di un assessore che si è speso anche a livello sovracomunale, in particolare sull'Isonzo, riuscendo a porre all’attenzione dell’intera provincia la necessità di discutere e trattare il fiume in modo unitario e uniti per poter finalmente considerarlo come elemento vivo e da studiare per arrivare a una sua migliore gestione. Per il sindaco Alessandra Brumat Franitz è quindi stato «un importante e fidato collaboratore» al quale tiene a indirizzare «un sentito ringraziamento per l’importante lavoro svolto e per il supporto dato in tutti questi anni».
Per il sindaco Kranitz è sempre stato «una persona sempre disponibile nonostante gli impegni di lavoro, sempre fattivo nella ricerca di soluzioni, sempre pronto ad intervenire sui tanti problemi che quotidianamente si presentano nell’amministrare un ente anche di ridotte dimensioni come Turriaco e tutto ciò con competenza, capacità e trasparenza». Le dimissioni di Kranitz lasciano spazio in Consiglio Comunale a una giovane donna, Lorenza Marani, da qualche anno cittadina di Turriaco. La rappresentante del Pd ha già un'esperienza nel campo amministrativo, essendo stata consigliere e assessore a San Canzian.